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Dining Bond: come salvare i ristoranti del cuore

Non so voi, ma ora che sono in quarantena mi capita spesso di ritrovarmi (con il pensiero) ai ristoranti del cuore, a quei luoghi cari che ti fanno sentire a casa anche se non lo sei o sei lontano. Mi chiedo, poi, come se la stiano passando e sono un po’ preoccupata per il loro futuro.

Non sarebbe bello poterli aiutare ora che anche loro risentono dell’emergenza da Coronavirus e del lockdown? Con i dining bond si può!

Il sistema ricorda un po’ quello delle obbligazioni bancarie con la differenza che allo scadere del termine, il possessore non intasca il denaro ma una consumazione al ristorante selezionato. L’idea è nata negli Stati Uniti e l’obiettivo è quello di sostenere i ristoratori in questo momento di estrema difficoltà, soprattutto le piccole realtà che ne risentiranno maggiormente. Funziona così: si paga oggi una cena nel ristorante selezionato, anche se non potrò consumarla prima di due mesi. Se la cena vale 100 euro, la pago 75. Il fattore di rischio è alto perché il ristoratore potrebbe anche non riaprire ma, da una parte scommetto e dall’altro, si cerca di aiutare un imprenditore in difficoltà e tutto lo staff che ci lavora.

La piattaforma diningbond.com ad oggi conta più di 500 ristoranti la maggior parte proprio negli Stati Uniti e quasi 100 in Italia. Questo portale è attivo in tutto il mondo e l’affiliazione è molto semplice e veloce. Per aderire si accetta la condizione di offrire uno sconto per promuovere la vendita e adottare un voucher da parte del consumatore. I bond sono emessi direttamente dai ristoratori e non dal sito che funge solamente da mappa interattiva che mostra i locali aderenti nel mondo. La quota corrisposta, poi, arriva immediatamente al ristorante così il locale incassa liquidità subito e può sostenere meglio questa fase di emergenza. I clienti, d’altra parte, possono mostrare solidarietà concreta ai loro ristoranti del cuore e approfittare anche degli sconti per tornare a cenare fuori quando il lockdown sarà finito.

Il sistema sembra vincente: in Italia si sta già pensando ad un progetto simile, chiamato Ristobond, che punta a fidelizzare i clienti proponendo sconti del 25%. La Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, sta per mettere a punto un sistema analogo ma che sarà a metà strada tra il commerciale e il solidale e punterà alla fidelizzazione acquisita nel tempo. Ecco perché i locali di quartiere, i luoghi del cuore saranno maggiormente i protagonisti di questa impresa.

Per oggi è solo un voucher, che equivale però a un pezzettino di normalità che riconquisteremo domani.

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